Giornata della memoria

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a casa
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un si o per un no .
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza per ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa, andando per la via,
Coricandovi e alzandovi;
Ripetete ai vostri figli
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Incipit di “Se questo é un uomo” di Primo Levi

Giornata della memoria

Se non avete mai letto questo libro leggetelo. Io lo leggo spesso, d’estate, quando fa molto caldo, perchè in un’altra stagione non reggerei il disagio gelato che mi  genera. Se vi capita ascoltate anche i racconti di quelli che dai campi sono riusciti a venir fuori. E’ necessario che quei racconti rimangano impressi a fuoco in tutte le generazioni a venire.  Non perchè da una parte c’erano gli ebrei e dall’altra i nazifascisti, ma perchè essere etichettati minoranza fastidiosa è un refolo di vento e creare un campo di concentramento in certe situazioni é l’immediata conseguenza.  Lo sanno gli italiani che sono rimasti prigionieri per decenni in Albania, lo sanno gli ex-yugoslavi che hanno fatto quella fine nella recente guerra serba. Pulizia etnica é un concetto che non é morto ad Auschwitz, nè a Birckenau ma continua a girare indisturbato nel pianeta. Bisogna ricordare per sperare di fermarlo. Un giorno.

Ripubblico un articolo del 27 Gennaio 2009. Non é cambiato nulla purtroppo anzi, se si può é peggiorato.

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