Comunque sia, questo mondo è per te.
Mi sono domandato molte volte a che serviva,
e non serviva a niente,
ma adesso grazie a te ritorna utile.
Fa il conto della merce abbandonata da Dio e prendila,
l’hanno fatta per te millenni di uomini
che non ti conoscevano ma che cercavano di prefigurare
in templi e tombe di roccia e biblioteche
uno stupore come quello che effondi quando sorridi e fai fermare il tempo
e tutti ammutoliscono rapiti e ti alzi e dici,
«io me ne vado a letto».
Dormi, al risveglio sarà lì il tuo retaggio:
una città che fu famosa assai,
un fiume sporco cantato dai poeti,
il cinema dove hanno ucciso Giulio Cesare;
e intorno valli, montagne, mari, oceani, e capitali,
e continenti e selve, e piramidi, e versi,
e adoratori della tua forma esterna o quella interna
e in alto il cielo e il sole e le stelle e la luna
e sulla terra le bestie ubbidienti a te
che infine vieni a giustificare la loro straordinaria varietà.
È tutto tuo e non finisce mai.
Juan Rodolfo Wilcock
