ღ Senza Nome si è liberato dai vestiti sporchi e sta facendo una doccia, il soffione è talmente ampio da sembrare una cascata. L’odore di certi vini è così penetrante da essere fastidioso. Il cameriere ritira l’involto degli abiti e sparisce. Ninfa è sola nella zona salotto. Per passare il tempo rovista in borsa e trova l’ iPod. Decide di sfruttare lo stereo ultima generazione della camera e li collega. Parte subito l’ultima canzone che stava ascoltando. Sono i Fanfarlo. Sentendoli, nelle ultime settimane, ha sempre pensato a loro due insieme. Adesso sta capitando. Non riesce a provare imbarazzo, mentre decide e si libera degli indumenti, appoggiandoli ordinatamente sul divano. Si sente stranamente osservata, ma si tratta solo della sua immagine riflessa in un lungo specchio che si trova nella angolo della camera da letto. Si guarda per un momento. Non riesce a provare rimorso, non riesce a sentirsi in colpa. La musica sfuma nello scroscio della doccia, che filtra dalla porta semichiusa. Non ha dubbi, quando pian piano la scosta e lo vede riflesso nella luce ovattata dell’acqua vaporizzata e del fumo. Lo fissa per qualche secondo. Lui è talmente distratto dal rumore dell’acqua e dai suoi pensieri da non rendersi conto della presenza, fino a che un braccio di lei non gli circonda il petto. Ninfa appoggia la testa sulle sue spalle. La nicchia della doccia è molto profonda e termina in un ripiano ampio in muratura, dove sono appoggiati molti contenitori colorati con oli, shampoo e schiume profumate. Un sedile perfetto. SN si volta, la guarda buttarsi i capelli bagnati indietro, le passa un po’ di shampoo. Si siede e rimane a fissare l’acqua che le scivola addosso rotonda, mentre si massaggia i capelli. Non vuole toccarla, è una visione realizzata, divina. Lei si piega a baciarlo e gli scivola in braccio. Scivolano uno dentro l’altra. Mentre le bacia il collo, nonostante il movimento lentissimo, sente che la situazione gli sta sfuggendo. Si sente un’incapace, un ragazzino, si nasconde nel suo seno. Vorrebbe sprofondare. Qualche attimo di silenzio. Ninfa comincia a muoversi, come stesse singhiozzando ed esplode in una risata sonora. “Merito di essere preso in giro!” L’autostima di SN sta toccando il fondo. Ninfa non riesce a smettere di ridere…“Scusa…Scusami…Non riesco a trattenermi…Sto pensando che neanche Rocco Siffredi avrebbe resistito di fronte a sei mesi di preliminari sfiancanti come i nostri….” Lo abbraccia strettissimo, si sente ancor più amata perchè non é stato capace di controllare l’emozione, lo bacia, quasi lo soffoca, materna, e anche a lui torna un mezzo sorriso. “Che ne dici se invece di perdere tempo a compiangerci, facciamo onore a tutte queste boccette e proviamo quella meravigliosa vasca ad idromassaggio che ho intravisto dietro quel soffietto?” La vitalità di Ninfa é travolgente e biricchina “Dovevo cercarti molto molto prima.” L’amarezza con cui SN dice queste parole Ninfa fa finta di non sentirla, convinta di potergli far dimenticare tutto. “Molto prima.”
mi sto aggiornando…..piu’ leggo …piu’ mi appassiona!!!!!!
brava Ivy , complimenti per la scrittura, mi piace tanto. Appr ne conosco di donne con le gonne che ne capiscono di calcio. Tutt’è la passione. Ma vedo che la tua passione è la scrittura.
Grazie Bruce…Temevo proprio voi uomini…
E’ ufficiale: i tuoi racconti sono la mia bamba!! :-) PS:Riesco di nuovo a commentareeeee!!!!!!!!
Sarai ufficialmente nominata lettrice numero uno…. ;-D